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Ombre nel tempo

Fetish Girls - Erik KrollShadowness, 12 settembre 1971
Cara madre,
è da ieri che vivo nella casa che mi ha lasciato Selene dopo la morte della compianta zia Enrica. A volte alcune ombre mi attraversano i pensieri ma sono lieta di essere qui. La casa è grande e spaziosa, c’è molta polvere ovunque nonostante le finestre siano sempre chiuse. La luce entra di rado, ci vorrebbe una squadra di persone sempre all’opera per tenere questa casa viva e pulita. Intanto cerco di darmi da fare da sola. Lilly gioca in giardino.
Ti scriverò ogni giorno da oggi.
Un caro saluto
La tua affezionata figlia Alice.

 

Shadowness, 13 settembre 1971
Madre carissima,
ho passato la mia seconda notte nella casa di Shadowness, il letto è grande, con una struttura in ottone e uno splendido copriletto bianco.  Ho fatto sogni agitati, Lilly ha pianto tutta la notte e non mi ha fatto chiudere occhio. Mi aspetta una giornata faticosa poichè voglio ripulire il vialetto dalle erbacce.
Un caro saluto,
Alice.

 

Shadowness, 14 settembre 1912
Mamma cara,
è notte mentre ti scrivo questa mia al lume di una candela. L’elettricità non è ancora attaccata. Ieri ho pulito tutto il giardino, oggi ho aperto le finestre in salone e dato aria alle stanze, mi è parso di vedere piccole creature nere sparire lungo i muri sfuggendo ai raggi solari. Lilly lanciava gridolini guardando l’aria e questo mi ha innervosito. La casa è troppo grande per noi due ma non smetterò mai di essere grata a Selene per avermi dato l’opportunità di trovare ricovero qui, lontano dalla vita di città che tanto mi riusciva malsana come ben sai.
La candela si sta spegnendo, ora vado a dormire.
La tua dolce e nervosa figlia Alice.

PS
Ho macchiato le coperte bianche con l’elisir di rosa canina, domani le laverò.

 

Shadowness, 16 settembre 1971
Cara madre,
questo posto è l’inferno, sono dovuta fuggire ed ora ti scrivo da una pensione dove ho trovato rifugio. Lilly da due giorni non piange più, ora è finalmente  silenziosa e questa è l’unica nota positiva di questi giorni tormentosi.
La mano mi trema mentre mi accingo a scriverti e il sangue si rifugia nel centro del cuore lasciando un pallore di morte sulle mie guance esangui. Ma avrò coraggio e ti racconterò ciò che è successo.
Dopo aver chiuso la lettera ieri notte ho deciso di cambiare il copriletto macchiato, ho aperto il grande baule in camera e ho trovato diverse coperte piegate l’una sull’altra in modo ordinato. Le ho alzate per scegliere quella che più mi aggradava e con mio grande orrore mi son trovata a toccare un morbido viscido e sanguinante pezzo di carne cruda. Ho continuato ad alzare coperte e pezzi di carne cruda comparivano tra le pieghe dei lenzuoli lordati di rosso. Ho urlato. Ho avuto paura, ho sentito la casa minacciosa, piena di presenze pericolose. Ho deciso di scappare, ci sarei tornata con te, con la luce, un’altra volta, in un altro tempo.
Mi sono alzata in piedi e, voltatami verso le scale ho visto un’ombra, sì cara madre, un’ombra, ferma, buia, che mi guardava fissa. Lo so. E so che voleva me.

Il solo ricordo mi gela il sangue nelle vene. Ho corso madre mia, ho corso con coraggio come tu mi hai insegnato, ho corso e le sono andata incontro. “Sia quel che sia” mi sono detta. “Ci annulleremo a vicenda, esploderemo in una luce spettrale,  morirò o sparirà”. Non avevo scelta. Ho corso con le mani avanti, sono affondata in un corpo morbido. Era calda. Ho pensato di essere Lilly e come lei mi sono attaccata ad un capezzolo che avevo tra i denti succhiando tutto il latte della tenerezza umana. Mi son risvegliata nel vialetto e fuggendo tra i campi mi son venuta a rifugiare in questa pensione dalla quale oggi ti scrivo. Non tornerò mai più in quella casa madre mia se non con te.
La tua affezionata figlia Alice

PS
Lilly è così silenziosa che non si vede e non si sente. Che pace finalmente.

 

Da:  a.red@gmail.com
A: sweety70@yahoo.com
Data: 18 maggio 2012 22:30
Oggetto: arrivata a Shadowness

Cara paparina, è successo qualcosa che non riesco a capire e vorrei tanto tu fossi qui. La nuova casa di Shadowness è bellissima, enorme, elegante, misteriosa, proprio come la volevamo. Sto cercando di renderla bella per te, presto ci attiveranno anche la connessione internet così potrò lavorare da casa, e scriverti ogni giorno.

Attendo fremente il tuo arrivo ma qualcosa disturba le mie notti ed il mio immaginario. Te ne voglio scrivere in modo che tu possa decidere che fare.

Il primo giorno, mentre esploravo la casa, ho sostato in cima alle scale guardando la meravigliosa camera da letto che si affaccia sul ballatoio e,  mentre rapita immaginavo noi due abbracciate sul letto un vento forte e caldo si è alzato spalancando le finestre ed investendomi con una folata pregna di profumi e umori.

Ho sentito la passione entrarmi nelle vene, sono caduta in terra, ho aperto le gambe e la gonna si è alzata scoprendomi le cosce e il pube. Ho sentito delle mani sul seno toccarmi e sprofondare nel mio corpo per arrivare al cuore. Ho sentito mani sul ventre premere il mio piacere e succhiarmi la vita dalla clitoride. Avevo paura e godevo al tempo stesso.  Ho avuto un intenso orgasmo, poi ho sentito dei vagiti in camera da letto, il vento si è placato e, nonostante fossi terrorizzata, sono andata a guardare nel baule da cui proveniva il misterioso rumore ed ho trovato, orrendo a dirsi, i pezzi di carne putrefatta. Non sai la puzza, ma soprattutto non puoi immaginare l’orrore. Sono scappata di corsa, temo che la casa sia infestata dai fantasmi.

Non so, cara paparina, se vorrai ancora venire a trovarmi ora che ti ho raccontato questo macabro episodio, ma ti posso garantire, che nonostante la paura provata ora sono serena. Mi sento completa ed in pace, unita finalmente a me stessa, manchi solo te. Vieni presto Lilly, ti prego, ti aspetto.

Un bacio forte
tua Agata

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