search slide
search slide
pages bottom

Illustrazioni erotiche: Catwoman »
« Black Satin, Ritual the Club e Micca Club presentano: Torture Garden, un weekend fetish che non si dimentica

Il Guardiano della Piscina

"Swimming Pool", by Leandro Erlich

"Swimming Pool", by Leandro Erlich

Sono il guardiano della piscina. Il mio compito è controllare che nessuno dei teneri virgulti, orgoglio e gioia dei coloni in vacanza, affoghi in questo azzurro specchio d’acqua la visione di un futuro protetto e sicuro.

Controllo che nessuno di questi vecchi corpi affaticati di uomini appesanti dalla loro mezza età trascorsa in silenziosa menzogna incontri, proprio nella mia piscina, l’antica Nostra Signora che li attende lungo la via.

Pulisco i loro detriti mucosi a fine giornata, disinfetto con varichina e cloro l’acqua che hanno lasciato gonfia di trasparenti secrezioni. Piego le sdraio, chiudo gli ombrelloni. Sono il guardiano della piscina.  Peso 160 chili. Ho occhiali spessi come fondi di bottiglia. Pochi e radi capelli unti sulla testa. E qui in piscina la mia autorità è indiscutibile.

Lo sanno i bambini, che quando mi alzo in piedi si allontanano impauriti, lo sanno i più grandi, che quando faccio la voce grossa sono un leone che ruggisce e li paralizza nel loro terrore. Smettono a quel punto di correre e schiamazzare come scimmie stupide. Che pena che mi fanno. Mi diverto a spaventarli e a cacciarli specialmente a sera, mezz’ora prima della chiusura, quando so che sta per arrivare la mia Signora.

Lei arriva, mai annunciata, altera, sinuosa, elegante, leggera, sempre alla stessa ora (minuto più minuto meno). Mi saluta gentilmente in un soffio. Osserva con sguardo attento la densità umana dentro la piscina (io so che sta valutando, vagliando, decidendo), lascia il suo accappatoio firmato sulla sdraio sotto i raggi di un ultimo sole e con il passo di una gazzella, si avvia lentamente alle docce in ligio rispetto del regolamento condominiale (è’ obbligatorio farsi la doccia prima del bagno).

Il suo corpo riluce di un bagliore artificiale. Non saprei dire se è abbronzata o d’oro. Si avvicina al bordo della piscina, sputa negli occhialetti con grazia innaturale e si infila la cuffia. Un guizzo e poi sparisce. Così lascia la terra ogni sera di fronte ai miei occhi attoniti di guardiano di piscine che, per quante ne abbia viste, una così non l’ha vista mai.

Ogni giorno assisto a questa insulsa parata di corpi infelici. Non è questione di essere magri o grassi, alti o bassi, bionde o brune. E’ una questione di vita o di morte. Ogni giorno per trenta giorni al mese, per tre mesi l’anno sono costretto a vedere solo corpi abbandonati alla deriva. Esseri umani dimentichi di loro stessi che trascinano stancamente queste enormi borse di sangue, nervi, muscoli, carne e grasso senza sapere che farne.

Persone prive che non sentono i corpi che muovono come automi infelici. Sono certo che un giorno assisterò alla loro ribellione. Io per primo non sono bello per i vostri canoni di bellezza. Come vi ho detto sono grasso e unto. Ma sono consapevole del mio grasso e ne faccio una virtù quando mi immergo nell’acqua al mattino presto, quando la piscina è ancora chiusa al pubblico e, leggero e felice, mi muovo come un angelo senza ali nell’elemento fresco e cristallino che mi è più congeniale.

La mia Signora non è come loro. Ha un corpo elettrico al quale vorrei unirmi per muovermi sulla terra come nell’acqua. Attraversare gli elementi. Il mio unico desiderio prima della fine dell’estate è di riuscire ad immergermi da solo con lei.  Allora potrei avvertire la sua vibrazione attraverso il mio grasso sensibile e potrei godere della sua vitalità acquatica, della sua energia cinetica quando da il meglio di sé nel dorso o nel delfino. Le onde che muove con il suo corpo potrebbero lambire la mia massa sensibile facendo ondeggiare il mio sistema linfatico al ritmo del suo battito cardiaco.

Con l’estate che sta finendo sembrano svanire anche i miei sogni erotici. Così da qualche giorno sono agitato e penso e ripenso ad un buon metodo per ritrovarmi da solo nell’acqua con lei. Guardo le stelle cadenti la notte nel buio condominiale, poche luci basse e posso scrutare il cielo alla ricerca dei desideri espressi da tutti, da sempre. Il mio desiderio è uno ed è semplice: restare in acqua solo con la mia Signora delle Vasche.

Chiudo gli occhi e spero in silenzio, spero forte e a lungo. Poi li riapro. Il cielo è ancora al suo posto. Nulla è cambiato. E nulla cambia.

Ormai siamo a settembre, sempre meno sono le famiglie urlanti che si accalcano nella mia piscina, sempre meno “Iacooopoooo, Iacooopoooo”, “Aho voi venì qui’???”, “Amo’ che stai affà che tte sei addormito?”…

Finalmente… le nuvole si addensano in cielo, la temperatura è scesa, oggi sarà una giornata di vento e freddo e forse tempesta… Le sei di pomeriggio ed il cielo è tutto nero. Sono rimasto solo e potrei anche chiudere la piscina se non fosse che ancora spero che arrivi lei. Vederla incedere con il suo passo regale e sentirla entrare nell’acqua avvolgente come un freddo liquido amniotico.

Quando la vedo arrivare tra le foglie portate dal vento, ancora con il suo accappatoio in questa serata ormai autunnale, quasi cado dalla sedia. La piscina è deserta, proprio come desideravo, e lei noncurante del vento freddo e del cielo cupo si avvia come al solito verso la doccia per le sue 100 vasche serali.

Mi devo affrettare. Mentre lei comincia il suo crawling io mi levo la maglietta ed incespico, goffo e pesante, fino alla scaletta. Gli uccelli volano bassi, segno di tempesta imminente e già si sente il rombare di tuoni lontani. Indosso la cuffia, scendo cauto nell’acqua,  10 vasche, 12 vasche, nel cielo i primi bagliori di saette che tagliano il cuoio cupo delle nubi.

Odore di pioggia e cloro. Il calore della terra si alza, io avverto lo spostamento dell’acqua nelle sue bracciate. 20 vasche, ora rana, dentro e fuori l’acqua come una salamandra, appartiene a due mondi la mia Signora. Galleggio goffo ma leggero con le mie braccia corte ed il mio ventre grasso ed informe. Lei non si cura di me ma io sento la vibrazione del suo espirare sott’acqua e questo mi riempie, mi gonfia, mi solletica la pelle ed il sistema nervoso.

Il cielo pesante comincia a cadere in gocce che formano centri concentrici nell’acqua. Io mi muovo leggero, lei nuota veloce, 30- 40 vasche. Ora delfino. Non è una donna è la regina del tempo e anche se ora il rombo del tuono è sopra di noi io non mi muovo da questo tiepido bacino che ci contiene come fossimo due gemelli nel ventre di un’enorme madre. Gemelli! Che pensiero impossibile. Una saetta cade dal cielo ed è un istante. L’attimo dopo non ci sono più.

Luce poi Buio. Un fremito, e così lasciammo la terra, un bagliore e l’acqua si trasformò in una trappola mortale. Un conduttore assoluto.

Il corpo del guardiano della piscina galleggia immoto nell’acqua tornata calma. La nuotatrice affannata cerca di recuperare il respiro dopo che il cuore, per un attimo eterno, si è fermato. La pioggia cade ora impetuosa appannando la visione.

Devo uscire dall’acqua. Ora ho lunghe gambe affusolate e muscoli rapidi e forti. Corro veloce a chiedere aiuto per quel povero grasso senza vita. Non provo pena per lui, io ho avuto quello che volevo, il corpo della mia Signora.

I prodotti menzionati in questo post sono
Crema corpo a corpo orientale
Caftano Svetlana
Crema per mani Boticario de Havana
Collier vibrante
Stimolante warming and arousing
Borsa calda a forma di cuore
Tutti disponibili su Black Satin – Erotic Luxury Boutique

Lascia un commento

Lascia un commento.

Lascia questi due campi così come sono:

Illustrazioni erotiche: Catwoman »
« Black Satin, Ritual the Club e Micca Club presentano: Torture Garden, un weekend fetish che non si dimentica