Ovulazione. Sono giornate dure per noi donne. Ognuna sa quanto sia difficile resistere ad una bella e sana scopata in “quei” giorni.
Si fa tanto parlare di “quei” giorni riferendosi alle mestruazioni. Ma forse voi maschi non sapete che i giorni delle mestruazioni sono i più liberi e spensierati.
Se non hai voglia basta dire “Ho le mie cose” e se invece hai voglia… quanti sono i maschi che si sottraggono davvero?
Non ne ho mai incontrati. Ma questa è un’altra storia.
Il problema si presenta davvero nei giorni dell’ovulazione. La grande trappola che madre natura ha messo a punto nei millenni per far si che l’animale si riproduca.
Io, nei giorni dell’ovulazione, vado in estro. Sono una mammifera, perdo il controllo. L’unica cosa che posso veramente fare è cercare il maschio giusto con cui accoppiarmi oppure evitare strutturalmente la penetrazione vaginale.
Qualche mese fa, nei giorni dell’estro, ero dal mio ginecologo per una visita di routine.
Il mio ginecologo è un bell’uomo. Sa guardarmi negli occhi, capire le mie paure e fugarle ma, in quanto ginecologo, ha una visione troppo deterministica del sesso.
Mi spoglio e mi distendo sul lettino per l’ecografia transvaginale e lui guardando il monitor mentre gioca alla playstation nel mio ventre, esclama: “Signora ma lei sta ovulando! Vada a casa subito signora, lei sta ovulando ora!”
Mi rivesto di fretta, contagiata dall’eccitazione del bel dottore. Volo in macchina e mentre percorro il Grande Raccordo Anulare mi chiedo: “Ma dove sto andando?”
A fare sesso con il mio uomo? Ma io non voglio quello che vuole il mio ginecologo. Che fare? Inversione a U all’uscita della Romanina e direzione Nord-est. Vado dall’amante. Con lei non c’è rischio di gravidanze indesiderate. Lei mi accarezza, mi succhia e mi penetra senza la fastidiosa sensazione di essere schiava di madre natura.
Insieme, io e lei, due donne, siamo creature libere dalle imposizioni deterministiche del cazzo e della figa. Quando mi infila tutta la mano tra le cosce o mi lecca per ore di indicibile languore, io mi sento bevuta fino al midollo. Sento di essere la sua acqua e lei il mio sale. Amanti minerali, fatte di silicio e terra, siamo lontane dalla dittatura dei cromosomi. Per questo ho bisogno di lei in “quei” giorni, perchè solo con lei sono una libera entità mutante fatta di carne carnosa e succulenta.
Così quel giorno nel pieno della mia fertilità sono corsa tra le sue braccia per sfogare i miei bassi istinti libera dal determinismo evolutivo. Arrivata nei pressi di casa sua, invece di scriverle un sms come sempre, vado direttamente a suonare alla porta. Madre natura dal profondo delle mie ovaie urla troppo forte.
Cinzia non mi aspetta ma mi accoglie calorosa come sempre, anzi accaldata direi, e piuttosto discinta. E’ tutta eccitata, probabilmente sta ovulando visto che le donne che condividono una forte intimità solitamente hanno il ciclo allineato. Mi chiede di aspettare un attimo all’ingresso e torna con una benda di seta nera tra le mani.
“Indossala amore voglio farti una sorpresa, ti farò impazzire”
Mi lascio bendare consenziente, Cinzia ha il potere di farmi abbandonare immediatamente, rimetto nelle sue mani i miei piaceri e i miei strazii. Cinzia mi prende per mano e mi conduce in camera. Sento l’aria densa e odorosa di secrezioni ormonali, di desiderio, di amplessi e lei mi spoglia scivolosamente mi leva ogni indumento lasciandomi nuda ed eccitata esposta al suo sguardo e al suo ansimare. Il mio ventre comincia ad aprirsi come un fiore mentre Cinzia mi fa distendere sul suo letto. Mi tira su le braccia e mi lega i polsi alla spalliera. Che matta che sei le dico pensando senza profferire parola perchè io so che lei sente i miei pensieri. Poi non la sento più. Sono nuda, i capezzoli erti nell’aria, il pube esposto, non vedo nulla e le braccia sono incatenate. Altro che madre natura. Questa è perversione sublime.
Poi sopraggiunge un odore e un calore. L’odore è pungente e penetrante di testosterone, odore di cazzo insomma, mi stupisco e resto in ascolto con i sensi protesi. Un corpo mi si avvicina e già i nostri calori si toccano. Ora mi è sopra disteso. Una mano mi fruga tra le cosce per farmele allargare, infila le sue dita, e non sono quelle di Cinzia lo sento, dentro e fuori fino a farmi bagnare lubrificata e scivolosa. Mi contorco sudata. Le ovaie si divaricano e vengo deflorata. E’ un cazzo.
O è un sex toy perfetto oppure è un cazzo di maschio in carne e sangue. Mi sbatte senza pietà, sempre più a fondo e più forte e mi fa male ma io mi apro, mi apro e mi apro fino al cervello spappolato dall’ebbrezza. Poi si contrae, ansima, spinge convulsamente e si ferma. E’ finito.
Cazzo, penso io, cazzo, cazzo cazzo mi è venuto dentro. Cinzia! chiamo. Cinzia mi solleva la benda ed è tutta rossa in volto e sognante mi dice:
“Hai sentito che roba? E’ il mio vicino di casa, oggi è rientrato da lavoro presto e ci siamo messi a giocare. Quando sei arrivata all’improvviso ho pensato di farti questa bella sorpresa.”
“Ma che bella sorpresa! Mi è venuto dentro, non ti sei accorta?”
“E allora? Che fa? Guarda è un dottore, un ginecologo, è pulito, neanche un’epatite piccola piccola”
“Cinzia, ma io oggi sto ovulando”
“E non prendi la pillola?”
“Non la prendo più da mesi!”
“Ah. ..
Fu così che nove mesi dopo venne al mondo il frutto del determinismo di natura, Eraclito, gioia e orgoglio del mio ginecologo e vicino di casa di Cinzia.