Oggi, a ridosso dell’equinozio d’autunno, se volete dedicare qualche ora alla bellezza e all’arte e se vivete a Roma, vi invito a visitare il MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) dove sarà possibile incontrare Kiki Smith, artista americana di fama internazionale che elabora nei suoi lavori i temi dell’identità, del genere, degli stereotipi sessuali e dell’erotismo da una prospettiva tutta femminile.
Nelle sue opere Kiki esplora gli universi del corpo e dell’essere donna. Le sue opere apparentemente irriverenti nei confronti della chiesa cattolica, come ad esempio Mary Magdalene (1994) e Virgin Mary (1993), svelano una spiritualità femminile fatta di carne e sangue. Le due statue mostrano donne a cui è stata rimossa la pelle mettendo in mostra il nudo tessuto muscolare.
La pelle è l’organo più esteso del corpo umano ed è il primo a venire in contatto con il mondo esterno. Un corpo senza pelle è un corpo esposto, sovrasensibile. Come dichiara la stessa Kiki: “La pelle è la linea di confine dei limiti del corpo. La pelle è una membrana estremamente porosa e ad un livello microscopico non è chiaro cosa sia dentro e cosa sia fuori. In realtà siamo molto penetrabili: il fatto che ci sia un muro tra l’interno e l’esterno è solo un illusione“.
Kiki Smith nelle sue opere elabora anche i temi della fiaba e del racconto. Una femminilità che si svolge attraverso i luoghi comuni dell’immaginario di ogni tempo da Cappuccetto Rosso ad Alice nel paese delle meraviglie. Cosa succederebbe se un giorno Cappuccetto Rosso e il Lupo cattivo avessero un figlio?
Il MAXXI che ospita nella collezione permanente l’opera di Kiki Smith “Large Dessert”, oggi nell’ambito di “Lo spazio delle parole“, un ciclo di dieci incontri con artisti di fama internazionale, da la possibilità a tutti di confrontarsi con l’artista e discutere con lei, tra le altre cose, di erotismo, femminilità, identità e genere.

Kiki Smith, Lying with the wolf